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Il Cacao e il suo uso cerimoniale in Mesoamerica

"Il cacao aveva profonde connotazioni simboliche, rituali e medicinali in tutto il Mesoamerica"

Olmechi, Maya, ToltechiAztechi, e altre etnie mesoamericane, (ovviamente in periodi storici diversi), creavano delle abbondanti bevande di cacao, sia fredde che calde. Nonostante ciò, non si hanno evidenze storiche che segnalino il suo uso nello stato solido, ovvero sotto forma di cioccolato, questo difatti, venne inventato alcuni secoli dopo proprio in Europa.

L’uso che tuttora si fa del cacao in Centroamerica è per la maggiore sotto forma di bevanda calda, e in alcuni casi, richiamando quella che fu la bevanda ancestrale a base di acqua, cacao e mais. Nel Messico del Sud, sono numerose le bevande a base di cacao: una tra tutte, il "Pozol", bevanda di cacao tipica del Chiapas. 

È triste scrivere questa parte, ma la colonia ha ovviamente avuto degli sviluppi molto complessi, spesso tragici, contribuendo a marginare le comunità indigene in ogni modo possibile che hanno purtroppo nel tempo perso buona parte dei propri saperi ancestrali e tradizioni (ne parleremo magari in un altro post).

El Salvador, che faceva in parte del Regno del Guatemala a occidente, era il maggiore centro di coltivazione del cacao di tutto il Regno tra il 1500 e 1800 d.c. Questa zona dal suolo ricco e fertile, conosciuta come "Los Izalcos", era ricca di comunità indigene di discendenza Maya e Nahuat Pipil, che avevano appreso da secoli il lavoro di coltivazione del cacao nativo. Tant'è che alcuni archeologi hanno iniziato a pensare che fu proprio da El Salvador, nel suo punto di uscita attraverso il porto di Acajutla, che ll cacao criollo (parliamo ovviamente di quello geneticamente puro) sia poi stato trasportato alle altre colonie spagnole in Sud America. 

Le testimonianze scritte al tempo della colonia spagnola narrano che il cacao venisse essiccato e tostato, frammentato e poi macinato fino alla produzione della pasta di cacao, facendo uso dello stesso "strumento" per macinare il mais, il "metate". 

La pasta di cacao, dalla texture grezza, veniva mescolata poi con acqua, mais, vaniglia, peperoncino e/ o altre spezie locali. I popoli mesoamericani non conoscevano lo zucchero, questo subentrò con l'arrivo degli spagnoli. 

Prima dell’invasione spagnola, avvenuta nel 1518 d.c. con Hernàn Cortés nelle coste del Messico orientale, il cacao era unicamente "coltivato" in Mesoamerica o almeno questo è ciò che si sa fino ad ora anches se esiste un dibattito attuale su quale sia l'origine esatta, e solo dopo il grande successo nella corte di Spagna per il suo effetto afrodisiaco divenne presto molto richiesto da tutte le corti d’Europa, dando inizio a quella che fu poi l'espansione delle colture di cacao anche in Africa e Asia, volte proprio a migliorare l’approvvigionamento del cacao stesso da poter far arrivare a quelle che furono le prime fabbriche di cioccolato europee.

Lo stesso Hernán Cortés scrisse in quell'epoca una lettera a Carlo V – l’allora Re di Spagna -, assicurando che: "il cacao potesse sostenere le forze di un soldato per un intero giorno" e che fosse un potente “ricostituente”.

L'ultimo imperatore Azteco Moctezuma II, prima della sua morte - avvenuta per mano delle truppe guidate dallo stesso Cortés -, si narra bevesse almeno 50 tazze al giorno di cacao per stimolare la libido. Le proprietà afrodisiache erano già note da allora. Si narra inoltre che i Maya, usassero celebrare la pubertà con rituali propiziatori con cacao e acqua profumata (Yucatàn).

 

Foto: Moctezuma II, ultimo Re Azteca nel suo incontro con Hernàn Cortès

Quando si parla di cacao ancestrale ricordiamoci che non furono solo i Maya a farne uso, ma anche altri popoli indigeni di altre culture e altre lingue, e in epoche diverse. Sarebbe erroneo attribuire solo ai Maya il suo uso, quando sappiamo che gli Olmechi ne facevano uso già dal 1800 A.C. , fin dai tempi antichissimi dunque.

I popoli mesoamericani (tra cui anche Maya e Aztechi) consideravano il cacao come parte del sacro, e sono tante le evidenze archeologiche del suo uso  già dal 1800 A.C. in questa regione. Pare dunque accertata la relazione spirituale del cacao con tali popoli e in generale tra le varie etnie mesoamericane.

Per precisare: "Mesoamerica" é la regione che include Messico del sud, Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras, parte del Nicaragua e Costa Rica, in cui si svilupparono alcune tra le maggiori civiltà precolombiane. 

Ma a che punto è stato consumato il cacao secondo le evidenze storiche?

  • Matrimoni dei nobili;

  • Vittorie militari;

  • Conclusione di spedizioni commerciali di successo;

  • Per accompagnare i defunti verso la discesa al mondo sotterraneo e dunque durante le cerimonie funebri.

  • Celebrazione dell'inizio della pubertà

  • Come moneta 

Questa pianta era così importante che, nel Popol Vuh (il libro sacro dei Maya) era considerata uno dei quattro alberi cosmici situati nelle direzioni dell'universo, rendendolo un simbolo del "sacro" e del "divino".

 

Foto:  Tazumal - Complesso archeologico risalente all'epoca dei Maya - El Salvador

Fonti:

UNAM, Mexico 

Enciclopedia Britannica 

Immagine Maya cc: University of Oregon 

Evidenza dell'uso del cacao El Salvador sito Maya Joya del Cerèn 

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