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Il cacao e il suo uso cerimoniale in Mesoamerica

 Durante il periodo precolombiano, in Mesoamérica, il cacao aveva profonde connotazioni simboliche, rituali e medicinali.

Olmechi, Maya e Aztechi (in periodi storici diversi), creavano delle abbondanti bevande di cacao, sia fredde che calde. Non si hanno però evidenze storiche che segnalino il suo uso nello stato solido, ovvero sotto forma di cioccolato, questo difatti, venne inventato alcuni secoli dopo proprio qui in Europa.

L’uso che tuttora si fa del cacao in Centroamerica è per la maggiore sotto forma di bevanda calda. Le alte temperature impediscono alle barrette di cioccolato una buona conservazione, specialmente nelle zone dove fa più caldo. 

Le testimonianze storiche degli spagnoli, narrano che il cacao venisse essiccato e tostato, frammentato e poi macinato fino alla produzione di una pasta di cacao, facendo uso dello stesso "strumento" per macinare il mais. La pasta di cacao si mischiava poi con acqua, mais, vaniglia, peperoncino e altre spezie locali. I popoli mesoamericani non conoscevano lo zucchero, questo fu aggiunto in Spagna da dei missionari che provarono ad addolcire questa sconosciuta bevanda amara.  

Ma ritornando a quelli che furono i fatti storici; prima dell’invasione spagnola, avvenuta nel 1518 d.c. con Hernàn Cortés, il cacao era unicamente "coltivato" in Mesoamerica o almeno questo è ciò che si sa fino ad ora, e solo dopo il grande successo nella corte di Spagna per il suo effetto afrodisiaco divenne presto molto richiesto da tutte le corti d’Europa, dando inizio a quella che fu poi l'espansione delle colture di cacao anche in Africa e Asia, volte proprio a migliorare l’approvvigionamento del cacao stesso da poter far arrivare a quelle che furono le prime fabbriche di cioccolato europee.

D'accordo alle testimonianze storiche, Hernán Cortés scrisse a Carlo V – l’allora Re di Spagna -, assicurando che: "il cacao potesse sostenere le forze di un soldato per un intero giorno" e che fosse un potente “ricostituente”.

Moctezuma II, ultimo imperatore Azteco, prima della sua morte, avvenuta per mano delle truppe guidate dallo stesso Cortés, si narra bevesse addirittura 50 tazze al giorno di cacao per stimolare la libido. Le proprietà afrodisiache erano già note da allora. Si narra inoltre che ai tempi dei Maya, si usasse celebrare la pubertà con rituali propiziatori con cacao e acqua profumata.

 

Foto: Moctezuma II, ultimo Re Azteca nel suo incontro con Hernàn Cortès

I popoli mesoamericani (tra cui Maya e Aztechi) consideravano il cacao come parte del sacro, e sono tante le evidenze archeologiche del suo uso in cerimonie già dal 1800 A.C. in questa regione.

"Mesoamerica" é la regione che include Messico del sud, Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras, parte del Nicaragua e Costa Rica, in cui si svilupparono alcune tra le maggiori civiltà precolombiane. 

Ma a che punto è stato consumato il cacao secondo evidenze storiche?

  • Matrimoni dei nobili;

  • Vittorie militari;

  • Conclusione di spedizioni commerciali di successo;

  • Per accompagnare i defunti verso la discesa al mondo sotterraneo e dunque durante le cerimonie funebri.

  • Celebrazione dell'inizio della pubertà

Questa pianta era così importante che, nel Popol Vuh (il libro sacro dei Maya) era considerata uno dei quattro alberi cosmici situati nelle direzioni dell'universo, rendendolo un simbolo del "sacro" e del "divino".

Foto:  Tazumal - Complesso archeologico risalente all'epoca dei Maya - El Salvador

Fonti:

UNAM, Mexico 

Enciclopedia Britannica 

Immagine Maya cc: University of Oregon 

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