🚩 Le nostre red flags. Le domande da fare durante una Cerimonia con il Cacao

🚩 Le nostre red flags. Le domande da fare durante una Cerimonia con il Cacao

QUESTO ARTICOLO È PER TE, CHE PARTECIPI A RITUALI e/o PRATICHE dove si anche uso del cacao.Se il cacao è davvero al centro dell'esperienza, ci sono alcune domande che hai il diritto di fare al tuo facilitatore o alla tua facilitatrice.

Oggi esistono tantissimi approcci diversi al suo uso in ambito olistico e spirituale. Possiamo considerarli anche una forma di genuino sincretismo tra culture e credenze diverse. Alcuni dal nostro punto di vista, molto criticabili, ed altri invece più integri e genuini.

Ma c’è una domanda che troppo spesso rimane fuori: 🤎Quale cacao ti è stato servito?

Negli anni abbiamo osservato fenomeni molto diversi. Facilitatori e facilitatrici (alcuni anche dichiaratmente Sciamani/e) che parlano di “medicina del Cacao”, ma utilizzano cacao senza una reale tracciabilità, di qualità discutibile, portato in valigia senza le dovute garanzie oppure acquistato da grandi operatori internazionali.

 Come se bastasse che fosse “100% pasta di cacao” per renderlo automaticamente adatto a un uso cerimoniale.

Ma non tutto il cacao è (nè può) essere uguale, e questo va detto. 

🌿 Conta chi lo coltiva, chi lo trasforma, come viene prodotto, in quali condizioni e intenzioni, quanto viene pagato all’origine e quale filiera stiamo sostenendo con il nostro acquisto.

Perché non possiamo parlare di rispetto per il cacao e del suo  uso come "medicina che apre il cuore" e allo stesso tempo, ignorare le persone e i territori che rendono possibile la sua esistenza.

E qui nasce per noi una contraddizione importante: usare il cacao per aggiungere valore a un servizio olistico, vendendolo attraverso concetti come medicina, connessione spirituale e consapevolezza, senza però sostenere consapevolmente filiere che possano continuare a esistere nel lungo periodo.

 Il cacao cerimoniale è diventato un “trend” per molti/e, purtroppo.  Per noi non lo è 🤎

È un modo di lavorare per preservare il cacao, sostenere chi lo produce e mantenere vivo il legame con le sue radici mesoamericane. Ma questo è un altro discorso, e ci torneremo.

🚩 LE NOSTRE "RED FLAGS" Il cacao che stai bevendo ha davvero una storia?

👉🏼 Se il cacao è davvero al centro dell'esperienza, ci sono alcune domande che hai il diritto di fare al tuo facilitatore o alla tua facilitatrice. 

1. Da dove arriva?

Citare unicamente il paese di origine è oramai insufficiente (e menomale!). Si conoscono anche la regione, la finca o il gruppo di produttori che lo ha coltivato? 

2. Chi lo ha trasformato e con quale intenzione?

È stato lavorato direttamente all'origine oppure?Da chi? Come?Con quali strumenti? In condizioni adeguate sotto il profilo igienico-sanitario? Con quale qualità di preparazione? Se non sanno rispondere, è perchè non possono confermarlo. Un cacao realmente tracciabile dovrebbe poter raccontare la propria storia, anche sotto questi aspetti.

3. Come è arrivato nella vostra tazza durante la cerimonia?

Attraverso una filiera dichiarata, tracciabile e documentata? Oppure è stato acquistato durante un viaggio, portato in valigia e poi venduto sul mercato senza che sia possibile verificarne il percorso di importazione e commercializzazione? Oppure, è stato importanto mascherato da "ceremononial cacao" ma si tratta di comune pasta di cacao industriale e anche alcalinizzata, comprata magari in un supermercato bio? 🚩

4. Chi lo ha coltivato è visibile nella sua storia?

Si parla delle persone dietro al cacao? Hanno un nome e cognome? Esiste una relazione reale con loro o solo di facciata per puro marketing? Oppure si parla soltanto degli effetti del cacao, senza mai raccontare chi lo ha reso possibile? 🚩 Red flag anche qui se non si hanno risposte certe o la possibilità che siano almeno documentate. 

5. Il prezzo pagato all'origine è conosciuto?

Non è sufficiente dire: "equo". Serve trasparenza documentabile.Il prezzo riconosce davvero il valore del cacao di qualità e del lavoro necessario per coltivarlo? Se il prezzo è sorprendentemente basso, qualcuno, da qualche parte nella filiera, sta probabilmente perdendo economicamente. Quanto sei disposto/a a contribuire a un mondo del cacao più sostenibile e a riconoscerne il valore? Se le filiere di cacao specialty non vengono sostenute, non possiamo avere cacao in futuro. E il cambiamento climatico di certo non aiuta: occorrono risorse, conoscenze, e assistenza tecnica per mitigare le enormi problermatiche di coltivazione.

Chi? 

6. Esistono informazioni concrete sulla qualità?

Origine.Raccolto.Fermentazione.Essiccazione.Lavorazione.Artigianale o industriale?Sono domande semplici. Eppure raramente trovano una risposta.

7. Una storia autentica dovrebbe poter essere raccontata con chiarezza.

Anche nel cerchio di cacao più semplice. Chi sceglie di lavorare con questa pianta ha il compito di offrire un cacao con una storia autentica. E chi partecipa ha il diritto di avere risposte.  Comprato al supermercato, anche BIO? "BIO", da solo, racconta ben poco del cacao e della sua filiera, e differisce ben poco, se non nulla, dal cacao non certificato su grande scala. E attenzione su questo punto: anche la pasta di cacao 100% bio può essere alcalinizzata a livello industriale, un processo che può ridurre significativamente i polifenoli naturalmente presenti nel cacao.

 8. Prima di chiedere:"Che energia ha questo cacao?" prova a chiedere:

"Da dove viene? Chi lo ha prodotto? Come è arrivato nella mia tazza? Sto comprando marketing spirituale, un prodotto realizzato su grande scala, o una storia vera e concreta collegata all'origine?"

La "sacralità" non dovrebbe mai cancellare la tracciabilità e la connessione con un territorio vera e non di facciata. Non basta un viaggio turistico per creare una connessione: costruire una fiiera è l'unica via sostenibile per il cacao. Dovrebbe renderla ancora più importante.

Noi crediamo che ogni produttore e ogni facilitatore dovrebbe poter raccontare — e, se necessario, documentare — la storia del cacao che propone. Perché la tracciabilità non è un dettaglio burocratico. È un atto di rispetto.

Conclusione:

🔎 Per ora, se partecipi a un cerchio o a una cerimonia, fai domande, quelle giuste: 

- Con quali criteri è stato scelto questo cacao per uso cerimoniale?

- Chi lo ha coltivato e con quali valori?

- Chi lo ha trasformato e in quali condizioni di lavoro? 

- Quale filiera sto sostenendo bevendolo - una etica, oppure una generalista, che è anche parte del problema? 

Perché anche questo fa parte della consapevolezza; scelte orientate sulla conoscenza, possono davvero cambiare la situazione del cacao e supportare solo le filiere e progetti davvero virtuosi.

Non pensiamo di avere la verità in tasca, ma ci teniamo a fornirvi degli strumenti per aumentare la vostra massa critica. Perchè prima di parlare di medicina, bisogna anche parlare di sostenibilità sociale, economica e ambientale, ma bisogna anche coglierne tutte le complessità. 

Se hai domande, o se vuoi approfondire, siamo qui hello@vaicacao.com, oppure ci trovi su Instagram, TikTok e Linkedin. 

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